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Tiziano Ferro: una tournèe tutta sold out

Tiziano Ferro: in sold out già a Torino. I primi due concerti del nuovo tour di Tiziano Ferro, che si terranno il 10 e l’11 aprile al Palaolimpico di Torino, hanno già registrato il tutto esaurito ed è già partita la vendita dei biglietti per una terza data nel capoluogo piemontese, prevista per il 17 maggio. La tournée proseguirà con altre tredici date ed uno speciale live all’Hallenstadion di Zurigo. La tappa finale si terrà allo Stadio Olimpico di Roma il 14 luglio. Il cantante gay in un’intervista al magazine ‘Rolling Stone’ ha rivelato che gli sono arrivate richieste di biglietti omaggio anche da politici omofobi, apertamente sfavorevoli alla legge sulle unioni civili. “Sul paradosso dell’essere una superstar gay capace di riempire gli stadi in un paese considerato omofobo ti dico che o noi non capiamo nulla, io e te, oppure quando mi trovo due sere di seguito San Siro pieno io mi chiedo, ma tutti ‘sti omofobi dove stanno? Novantamila persone a Milano vuol dire una percentuale molto grande, quindi dov’è l’inghippo, cos’è che non capisco? Mi è successo anche che dei politici molto a sfavore delle unioni civili mi chiedessero i biglietti per i miei concerti… C’è un’atmosfera di grande ipocrisia”, ha raccontato Tiziano.

Tiziano Ferro: ecco il suo pensiero sull’omofobia.

La pop star ha poi aggiunto: “Nessuno nasce omofobo, nessuno nasce razzista, nessuno nasce intollerante verso le diversità, però ci sentiamo obbligati ad appartenere a una casta, a catalogarci. Anch’io sono sorpreso dalla realtà, ma la mia vita mi dimostra il contrario. Perché io non ho mai avuto esperienze negative. Sono passati sette anni buoni dal coming out, e non ho neanche una casistica del tipo: beh, guarda, allora, su 10 persone 3 mi hanno insultato però 7 no… No, zero a dieci. Prendo aerei, prendo treni, sono pure di Latina, che è una città discretamente di destra, anche se in questo momento c’è una lista civica e nella giornata contro l’omofobia è stata esposta la bandiera arcobaleno fuori dal Comune. Forse vivo in una bolla, però San Siro non è tanto una bolla, non è che fai il teatro d’élite dove viene solo un pubblico molto selezionato…”, ha concluso.

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